In primo piano
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Ormai il canovaccio è uguale, di anno in anno: il Ministero dell'Economia taglia i fondi, per settimane editori e giornalisti si mobilitano, paventano scioperi e chiusure, e alla fine i fondi, in un modo o nell'altro si trovano. Magari scatenando la guerra tra poveri. Nel passaggio parlamentare del decreto milleproroghe, i fondi dell'editoria per il 2008 sono stati confermati anche per i contributi del 2009, ripristinando il cosiddetto diritto soggettivo cancellato dalla Finanziaria (l'articolo 10-sexies è stato introdotto alla Camera e confermato dal Senato giovedì 25 febbraio). Con tante perplessità, però: perché se già lo scorso anno, per privilegiare i contributi diretti, si tirava la coperta aumentando il debito nei confronti di Poste italiane per i rimborsi tariffari, oggi addirittura si cancella il rimborso degli abbonamenti alle agenzie di stampa per le radio locali. |
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Novità normative
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Oltre all'articolo 10-sexies sui contributi, il passaggio parlamentare ha inserito nel decreto milleproroghe alcune norme che riguardano il mondo dei mass media. Norme che sono entrate in vigore il 28 febbraio, giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della legge di conversione 25 del 2010. |
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Editoria
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Tra luci e ombre, il regolamento sul riordino e la semplificazione dei contributi all'editoria è in dirittura d'arrivo. A partire dal 2012 sarò il testo di riferimento per le provvidenze a quotidiani di cooperative, fondazioni, onlus, partiti e movimenti politici, alle emittenti radiotelevisive e per la concessione del cosiddetto credito agevolato. Ma l'iter non è ancora finito: attualmente il testo è all'esame delle Commissioni parlamentari per l'espressione del parere obbligatorio ma non vincolante previsto dall'articolo 44 del decreto legge 112 del 2008. Il dibattito è ancora in corso, a più di un anno dalla prima bozza del regolamento consegnata dal sottosegretario Bonaiuti. Questi i punti principali del provvedimento, su cui si è già espresso positivamente il Consiglio di Stato. |
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Editoria
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Mentre l'Aula di Montecitorio lavora per ripristinare il diritto soggettivo, le Commissioni di Senato e Camera stanno per esprimere i propri pareri sullo schema di regolamento per i contributi all'editoria, che si applicherà a partire dai contributi 2011. Si sono già espresse le Commissioni Lavori Pubblici e Affari costituzionali del Senato e la Commissione Bilancio della Camera. Manca all'appello solo la Commissione cultura della Camera. |
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Editoria
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Per il 2010 ci sarà ancora una boccata d'ossigeno, poi si tornerà ai tagli. E allora saranno guai per il settore dell'editoria. I contributi diretti passeranno dagli attuali 120 milioni a 87 di questi, nonostante il risparmio derivante dal regolamento di delegificazione si aggiri intorno ai 10 milioni di euro. Un risparmio, tra l'altro, che avrà effetto dal 2012. Il 2011 (contributi 2010) sarà dunque l'annus horribilis, se Governo e Parlamento non tireranno fuori dal cilindro un'altra idea come quella dell'addizionale sulla Robin tax che ha consentito di integrare i fondi per i contributi 2008 e 2009. |
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Editoria
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Troppo ottimistiche le previsioni del Governo: il nuovo regolamento sui contributi all'editoria, anziché restringere la platea dei beneficiari, potrebbe allargarla. Lo sottolinea il Servizio del Bilancio del Senato, nella nota di lettura sullo schema di dpr sottoposto alle Commissioni parlamentari, che presenterebbe "diversi profili di criticità". |
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Editoria
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In attesa del regolamento di delegificazione, la legge finanziaria anticipa alcune norme che fissano punti fermi nella disciplina dei contributi all'editoria. Le novità riguardano i contributi ai giornali di partito, l'introduzione del principio del riparto proporzionale tra i beneficiari in caso di insufficienza delle risorse a disposizione del Dipartimento dell'editoria e, infine, i rimborsi a Poste italiane per l'applicazione delle tariffe agevolate. |
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