Giornalismo
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Il giudice civile competente per danni da diffamazione è quello del domicilio, sede o residenza del danneggiato, qualsiasi sia la natura del mezzo di comunicazione di massa sul quale è stata pubblicata l'offesa. Lo hanno stabilito il 13 ottobre scorso le sezioni unite della Corte di Cassazione (sentenza 21661), individuando un principio generale valido per tutti i mass media (Internet, tv, radio, stampa periodica e non). |
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Pacchetto Telecom
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E' formalmente iniziata la procedura di conciliazione tra Parlamento europeo e Consiglio sul pacchetto Telecom. Meglio: solo su una sua parte, quella relativa alla disciplina della fornitura di servizi in rete agli utenti finali. Il Consiglio dell'unione europea ha adottato la delibera sulla privacy e i diritti dei consumatori dei servizi telefonici e telematici, mentre, come previsto, ha rigettato il testo approvato a maggio dal Parlamento sulla regolamentazione di reti e servizi. |
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Pacchetto Telecom
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Sei principi generali per una Rete aperta e neutrale. E a enunciarli non è un blog, un'associazione o un movimento per la net neutrality, ma la Commissione federale per le comunicazioni del Governo degli Stati Uniti. |
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Editoria
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Sui tagli all'editoria il Governo non torna indietro. Anzi, rilancia. Nel 2012, per la prima volta, il Fondo per il sostegno all'editoria scenderà sotto i 200 milioni. Lo prevede la legge di bilancio triennale, attualmente in discussione al Senato. Già nel 2011, senza i 70 milioni reperiti dal Parlamento nel luglio scorso, il Fondo tornerà a quota 230 milioni, per poi scendere a 198 nel 2012, con un ulteriore taglio di 32 milioni. Cifre che comprendono anche i 2 milioni e mezzo circa destinati per legge al funzionamento dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. |
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Pacchetto Telecom
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Il Consiglio europeo ci riprova. I ministri delle comunicazioni hanno presentato la loro proposta ai membri del Parlamento europeo in seno al Comitato di conciliazione sull'unico punto del pacchetto Telecom ancora in negoziazione: l'emendamento 138. Ed è un testo che ricalca, in larga parte, quello già respinto per due volte e a larghissima maggioranza, dall'Assemblea di Strasburgo. |
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Pacchetto Telecom
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C'è chi si spinge a presagire la fine della libertà della Rete, chi mette l'accento su una maggiore consapevolezza degli utenti, chi invece confida nella "mano invisibile" del mercato. Restano tuttavia le perplessità sulla riforma di Internet votata dal Parlamento europeo nel maggio scorso all'interno del pacchetto Telecom, cui Medialaw dedica uno speciale. Norme che non verranno rinegoziate dal Comitato di conciliazione, resosi necessario dopo l'approvazione dell'emendamento 138 sulla disconnessione e riunitosi la prima volta il 29 settembre. Norme che di fatto sferrano un colpo decisivo alla net neutrality, principio di base che ha guidato lo sviluppo della Rete fin dalla sua nascita e che ha avuto piena applicazione con lo sviluppo della banda larga. E che il governo americano proprio in questi giorni riafferma con decisione, aprendo anche un dibattito in Rete. |
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Pacchetto Telecom
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Pochi se ne saranno accorti, ma dal 1° ottobre Internet è più libera e neutrale. Proprio mentre in Europa è in discussione il pacchetto Telecom che consentirà ai provider di restringere o limitare l'uso di applicazioni e servizi web, gli Usa vanno nella direzione opposta. E non solo approvando una serie di regole che impediscono ai fornitori di servizi ciò che la legge europea vorrebbe loro permettere, ma anche rinunciando, seppure solo in parte, al controllo dell'unica autorità globale sulla Rete: l'ICANN. E, quel che più stupisce, con il "compiacimento" della Commissione europea. |
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