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Ma dal 2011 riecco i tagli Stampa E-mail

Per il 2010 ci sarà ancora una boccata d'ossigeno, poi si tornerà ai tagli. E allora saranno guai per il settore dell'editoria. I contributi diretti passeranno dagli attuali 120 milioni a 87 di questi, nonostante il risparmio derivante dal regolamento di delegificazione si aggiri intorno ai 10 milioni di euro. Un risparmio, tra l'altro, che avrà effetto dal 2012. Il 2011 (contributi 2010) sarà dunque l'annus horribilis, se Governo e Parlamento non tireranno fuori dal cilindro un'altra idea come quella dell'addizionale sulla Robin tax che ha consentito di integrare i fondi per i contributi 2008 e 2009.

C'è da dire che il sottosegretario Bonaiuti ha fatto il possibile. Oltre l'assenza di quei 140 milioni stanziati dal collegato allo sviluppo, ci sono anche oneri inderogabili, quali il rimborso del debito a Poste italiane per l'applicazione delle tariffe agevolate (51 milioni l'anno per i prossimi 6 anni). Tutte le altre voci nei prossimi due anni sono praticamente dimezzate: i contributi diretti ai giornali e periodici dovrebbero scendere a circa 87 milioni (sempre comunque 37 in più rispetto alla tragiche previsioni di inizio 2009) e quelli a radio e tv previsti dalla legge 250 del 1990 a 12 dagli attuali 25. L'unica voce che tra 2011 e 2012 subirà un lieve incremento è quella relativa alle "spese per i servizi di stampa e di informazione ivi comprese le spese derivanti dall'attuazione di accordi e programmi di cooperazione nel campo dell'informazione". Praticamente annullati i premi e le sovvenzioni per scrittori, editori e librai (appena 105mila euro rispetto agli attuali 270).

Anche il Fondo previsto dalla legge 448 del 1998 per radio e televisioni è stato integrato in extremis, con 50 milioni stanziati proprio dalla Finanziaria. Torna quindi torna dunque ai livelli del 2009: circa 160 milioni di euro, di cui l'85 per cento a favore dell'emittenza televisiva e il 15 per cento a favore delle radio.

 
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