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L'attuale sistema di regolazione di Internet approvato dal Parlamento europeo a fine 2009 e in via di recepimento negli ordinamenti interni "fornisce gli strumenti di base per affrontare le problematiche legate alla neutralità della Rete". E' un sostanziale via libera quello che 318 tra operatori, provider, istituzioni, associazioni dei consumatori, ong e privati cittadini hanno dato, nell'ambito di una consultazione pubblica avviata a fine giugno dalla Commissione, al cosiddetto pacchetto Telecom e in particolare al compromesso raggiunto in tema di net neutrality all'interno dell'ormai famoso emendamento 138.
Nessuna nuova norma, dunque (anche se la valutazione su quelle approvate non potrà che essere legata alla loro applicazione a livello nazionale), ma comunque attenzione ancora ai problemi rimasti sul tappeto, in particolare ai programmi di "packet inspection", quelli che esaminano i contenuti che viaggiano tra un host e l'altro allo scopo di filtrarli e che, con tutta evidenza, possono costituire un attacco alla privacy. Inoltre, si è rimarcato ancora una volta, come è ben precisato nella direttiva europea, che le eventuali limitazioni di servizi debbano essere giustificate solo da motivi tecnici, per evitare il blocco o la strozzatura della Rete (e da questo punto di vista, particolari preoccupazioni sono state espresse per quanto riguarda il voip, che com'è noto consuma molta banda ed è il servizio che corre rischi maggiori di restrizione). Trasparenza è stata la richiesta più pressante, soprattutto per quanto riguarda le strutture di mercato, le politiche e i modelli d'impresa, gli eventuali problemi di discriminazione tra utenti (che potrebbero anche causare effetti anticoncorrenziali) e i prezzi. Se c'è unì'innovazione legislativa che è stata chiesta alla Commissione europea è proprio quella di definire degli standard di trasparenza applicabili a tutto il settore in modo da consentire ai consumatori di scelgiere in modo ragionato e consapevole (anche se, di fatto, la trasparenza da sola non basta quando ci sono ancora, a livello nazionale, barriere che ostacolano il passaggio da un provider all'altro...). La consultazione è durata tre mesi (da luglio a settembre) e i suoi risultati saranno discussi l'11 novembre in occasione del "Net neutrality summit" durante il quale Parlamento e Commissione discuteranno la relazione della commissaria Neelie Kroes sull'argomento. |