| Product placement, nella legge comunitaria nuove regole |
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Product placement, digitale terrestre e poteri del Ministero dello Sviluppo economico sulle violazioni del codice del consumo. Sono questi i settori di interesse per i media nei quali interviene la legge comunitaria del 2008, che approda al Senato per la terza (e probabilmente definitiva) lettura dopo le elezioni europee. Codice del consumo: l'articolo 22 del testo approvato dalla Camera, modificando l'articolo 144-bis del codice del consumo, amplia i poteri del Ministero dello sviluppo economico, quale autorità competente in materia di protezione degli interessi dei consumatori in ambito comunitario e nazionale, anche ai contratti a distanza (televendite comprese). Il Ministero potrà avvalersi, nello svolgimento di questi compiti, anche della Guardia di Finanza. Restano ferme le specifiche competenze dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato. La nuova normativa estende anche a questi casi le sanzioni pecuniarie e inibitorie previste dall'articolo 27 del codice per la mancata o falsa esibizione di documenti e per l'inottemperanza agli impegni assunti dai soggetti interessati. Product placement: la legge comunitaria delega il Governo all'attuazione della direttiva 2007/65/CE, che ha modificato la direttiva 89/552/CE sui servizi di media audiovisivi. In particolare, il nuovo articolo 3 octies della direttiva consente agli Stati membri di ammettere il product placement nel rispetto di precise condizioni. L'inserimento di prodotti è sempre vietato nei programmi per bambini, ed è ammesso solo o a titolo gratuito (anche sotto forma di aiuti alla produzione o premi) oppure a pagamento solo nei film per il cinema e le tv, nelle fiction, nelle serie tv, nei programmi sportivi e nei programmi di intrattenimento leggero. Digitale terrestre: con una modifica all'articolo 8-novies del decreto legge 8 aprile 2008, n. 59, convertito con legge 6 giugno 2008, n. 101, la disciplina di riferimento per l'assegnazione delle frequenze digitali terrestri sarà quella contenuta nella recente delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni 7 aprile 2009, n. 181/09/CONS, che, tra le altre cose, individua un dividendo digitale di cinque reti nazionali, come illustrato in quest'articolo. |