| Osce e giornalisti europei: no al ddl Alfano. Ma il Senato va avanti |
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Il ddl sulle intercettazioni arriverà nell'Aula del Senato il 14 luglio. Lo ha annunciato il presidente della Commissione Giustizia di Palazzo Madama, Filippo Berselli, al termine della seduta in cui si è aperta la discussione generale congiunta sul testo approvato dalla Camera e su altri cinque ddl di iniziativa parlamentare.
Il dibattito, apertosi mercoledì scorso con la relazione del senatore Centaro, che terrà impegnati i senatori per tutta la prossima settimana: giovedì, al termine della discussione generale, verrà fissato il termine per la presentazione degli emendamenti che scadrà presumibilmente lunedì 6 o martedì 7 luglio. Entro il 9 la Commissione dovrebbe licenziare il provvedimento per l'Aula. Da sottolinerare che il calendario dei lavori della Commissione, che non prevede sedute notturne, è stato approvato all'unanimità, anche dall'opposizione. In settimana dovrebbero anche arrivare i pareri delle altre Commissioni che si occuperanno del provvedimento in sede consultiva: la sola Commissione Affari Costituzionali ha affrontato il tema ma non ha potuto esprimere alcun parere per l'assenza del numero legale. Si aprono dunque le porte ad un'approvazione del provvedimento entro l'estate, mentre proseguono proteste, polemiche e appelli, anche a livello europeo. La Federazione europea dei giornalisti si schiera a fianco dei propri colleghi italiani, chiedendo ai propri membri "un ampio sostegno ai giornalisti italiani nella loro opposizione alla riforma del codice penale e nella loro lotta per la libertà di stampa in un momento in cui i media e i singoli giornalisti sono spinti alla censura da parte dei politici" e che "l'Italia rischia di allontanarsi dalle norme europee sulla libertà di stampa". Se la posizione della Efj può ritenersi scontata, lo è di meno quella dell'Osce (Organizzazione per la sicurezza e la cooperaione in Europa), che conta 56 Paesi membri e si occupa di pace e diritti umani, nota ai più per l'invio in tutto il mondo di osservatori durante le consultazioni elettorali. L'Osce monitora anche lo stato della libertà di stampa in Europa, lanciando almeno una volta a settimana appelli sulle violazioni del diritto all'informazione. Non può dunque passare sotto silenzio la presa di posizione del suo Rappresentante per la libertà di stampa, lo scrittore ungherese Miklos Haraszti, secondo cui il ddl Alfano "contiene lacune inammissibili in una democrazia che rispetta il diritto all'informazione del suoi cittadini". In particolare, secondo Haraszti, "il disegno di legge non prevede deroghe ai divieti di pubblicazione in caso di informazioni di interesse pubblico e non distingue tra i responsabili delle fughe di notizie e coloro che le trasmettono o le pubblicano": due elementi, la buona fede e l'interesse pubblico, che dovrebbero assicurare impunità al giornalista. Una proposta che Haraszti avrebbe messo nero su bianco, in una lettera spedita a Berlusconi, Schifani e Alfano. Haraszti ha inoltre chiesto al Senato di non reintrodurre nel ddl sicurezza, all'esame dell'Aula la prossima settimana, la sanzione fino a 250mila euro per i provider che non blocchino contenuti di incitamento o apologia di reato, concludendo che, così come la legge sulle intercettazioni, una previsione del genere non rispetterebbe "numerosi standard internazionali sulla libertà di stampa". |