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Delibere sulla par condicio nei referendum del 21 giugno Stampa E-mail

Il 21 e 22 giugno, in contemporanea con i ballottaggi delle elezioni comunali e provinciali, si tengono anche i referendum per l'abrogazione di due norme della legge elettorale. Commissione di vigilanza e Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, per quanto di loro competenza, hanno emenato i due regolamenti per assicurare la par condicio sui mezzi di comunicazione in vista della consultazione popolare.

Delibera Autorità per le garanzie nelle comunicazioni 15 maggio 2009, n. 80/09/CSP: si applica nei confronti di radio e tv private e della stampa quotidiana e periodica. Comitato promotore di ciascuno dei due quesiti, forze politiche con un gruppo parlamentare (o due eurodeputati) e comitati, associazioni o altri organismi rappresentativi di forze sociali o politiche di rilevanza nazionale debbono comunicare all'Autorità la loro intenzione di partecipare ai programmi di comunicazione politica e alla trasmissione dei messaggi politici autogestiti, indicando anche la loro posizione a favore o contro i quesiti referendari. Gli spazi dedicati alla comunicazione politica sui referendum (trasmissioni e messaggi autogestiti) sono divisi in parti uguali tra favorevoli e contrari (includendo in questi ultimi anche coloro che si esprimono per l'astensione o la non partecipazione al voto). In ogni trasmissione in cui vi sia più di un rappresentante di ciascuna posizione, tra i favorevoli deve essere presente un rappresentante del Comitato promotore. La par condicio deve essere assicurata su base quindicinale, in trasmissioni che vadano in onda tra le 7 e le 24 (o tra le 7 e l'1 per la radio): il calendario deve essere comunicato all'Autorità. Non possono prendere parte alle trasmissioni altri candidati in altre competizioni elettorali (europee o amministrative). I messaggi autogestiti gratuiti sono trasmessi in quattro contenitori per ciascuna delle quattro fasce orarie in cui è divisa la giornata dalla delibera: ciascun soggetto non può trasmetterne più di due al giorno, durano tra i 60 e i 180 secondi in tv e tra i 30 e i 90 in radio. Per il resto, la delibera riprende i principi generali in tema di comunicazione politica, invitando comunque le emittenti a curare un'adeguata informazione sui temi oggetto del referendum e ad assicurare correttezza e imparzialità nelle prese di posizione anche di soggetti non direttamente partecipanti al voto. Tv e radio locali, e quotidiani e periodici, possono anche trasmettere o pubblicare messaggi politici autogestiti a pagamento, ceduti alle stesse condizioni economiche per tutti i soggetti politici a una tariffa massima non superiore al 70 per cento del listino di pubblicità tabellare (limite questo che non si applica alla pubblicità sui giornali). Le disposizioni sulla pubblicità a pagamento non si applicano alle radio o ai giornali che siano organi di partito. Per i sondaggi, confermata la consueta disciplina, in particolare il divieto di diffusione nei quindici giorni precedenti il voto.

Delibera Commissione parlamentare per l'indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi 14 maggio 2009: si applica alla Rai. Le differenze con la delibera dell'Autorità riguardano soprattutto le modalità della comunicazione politica. La Commissione prescrive alla Rai di predisporre, a partire dal 20 maggio, un ciclo di Tribune riservate ai temi del referendum, da programmarsi preferibilmente prima o dopo i principali notiziari e a cura di Rai Parlamento. Previsti anche i messaggi autogestiti da includere in parti uguali in appositi contenitori. Prescritto alla concessionaria del servizio pubblico anche l'obbligo di assicurare una rilevante presenza degli argomenti oggetto dei referendum nei programmi di approfondimento, a cominciare da quelli di maggiore ascolto, curando un'adeguata e bilanciata informazione. Previste anche specifiche pagine di televideo riservate ai soggetti che partecipano alla campagna referendaria.

 
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