|
L'Agcom e la Commissione di Vigilanza Rai hanno approvato le delibere di indirizzo per la par condicio in vista delle elezioni europee, comunali e provinciali del 6 e 7 giugno. L'Autorità ha anche invitato, con un atto di indirizzo, le emittenti radiotelevisive pubbliche e private a "fornire una corretta informazione" sui referendum elettorali che si terranno insieme ai ballottaggi il 21 e 22 giugno, "osservando i principi di pluralismo, obiettività, completezza e imparzialità dell'informazione, al fine di contribuire alla formazione di una libera opinione da parte dei cittadini". Da sottolineare che le urne si apriranno alle 15 di sabato 6, ma il silenzio elettorale scatterà comunque, come di consueto, a partire dalla mezzanotte del venerdì.
Delibera Agcom 16 aprile 2009, n. 57/09/CSP: par condicio per le elezioni europee. Dalla presentazione delle candidature, gli spazi che ogni emittente nazionale dedica alla comunicazione politca sulle elezioni sono ripartiti in modo paritario tra tutti i partiti o movimenti che si siano presentati in ambiti territoriali da interessare almeno un quarto degli elettori. La ripartizione può essere effettuata anche in cicli quindicinali di trasmissioni, che abbiano la stessa audience: i palinsesti vanno comunicati all'Authority. La responsabilità delle trasmissioni deve essere ricondotta a una testata giornalistica. Sono consentiti, come in altre occasioni elettorali, i messaggi politici autogestiti gratuiti. Per quanto rigarda i programmi di informazione, essi devono conformarsi "con particolare rigore ai principi del pluralismo, della completezza, dell'imparzialità, dell'obiettività e della parità di trattamento tra le diverse forze politiche". Direttori e conduttori sono "tenuti a un comportamento corretto e imparziale nella gestione del programma" che non influenzi la libera scelta degli elettori, e devono evitare situazioni di vantaggio o svantaggio, considerando le eventuali prese di posizione politiche di soggetti non direttamente coinvolti nella competizione elettorale. Inoltre, deve essere evitato un uso ingiustificato di riprese con presenza diretta di membri del Governo o esponenti politici. Nelle interviste, i conduttori devono tenere un comportamento che non metta gli elettori nella condizione di poter attribuire specifici orientamenti politici al conduttore stesso o alla testata. In tutte le altre trasmissioni non informative, non è ammessa la presenza di esponenti politici, non possono essere trattati temi "di evidente rilevanza politica ed elettorale, né che riguardino vicende o fatti personali di personaggi politici". E' ovviamente vietato in queste trasmissioni, fornire anche in forma indiretta, indicazioni di voto o manifestare le proprie preferenze di voto. Eventuali lesioni alla par condicio nelle trasmissioni informative sono accertate anche d'ufficio dall'Autorità, che applica le sanzioni previste dalla legge e ordina eventuali trasmissioni riparatorie da trasmettere entro 48 ore dalla notifica del provvedimento. Sono possibili, nelle sole tv e radio locali e sui quotidiani, i messaggi politici autogestiti a pagamento: per le sole emittenti, le tariffe non possono superare il 70 per cento del listino di pubblicità tabellare. Sono esclusi dalla disciplina gli organi e le radio ufficiali dei partiti. Confermato il divieto di pubblicazione di sondaggi nei 15 giorni antecedenti le elezioni e fino alla chiusura delle urne (e di pubblicazione o trasmissione di dichiarazioni concernenti il contenuto di tali sondaggi). Delibera Agcom 22 aprile 2009, n. 59/09/CSP: elezioni provinciali e comunali. Sostanzialmente identico alla delibera riguardante le elezioni europee, con le ovvie differenze dovute alla diversa natura della consultazione elettorale. Per l'eventuale turno di ballottaggio, si ribadisce che nel periodo intercorrente tra la prima e la seconda votazione, gli spazi di comunicazione politica e i messaggi autogestiti a titolo gratuito sono ripartiti in modo paritario tra i due candidati. Delibera Commissione parlamentare di vigilanza Rai del 21 aprile 2009: elezioni europee. Nel periodo elettorale, la comunicazione politica della Rai si realizza attraverso le Tribune elettorali, le interviste, le conferenze stampa, i messaggi politici autogestiti, i notiziari e gli altri programmi a contenuto informativo (trasmessi sotto la responsabilità di una testata giornalistica). In tutte le altre trasmissioni non è ammessa la presenza di candidati o esponenti politici, e non possono essere trattati temi di evidente rilevanza politica ed elettorale, né che riguardino vicende o fatti personali di personaggi politici. E' ribadito che se nei programmi di approfondimento informativo assume carattere rilevante l'esposizione di opinioni e valutazioni politico-elettorali, deve essere garantita la più ampia ed equilibrata presenza e possibilità di espressione ai diversi soggetti politici. Le Tribune devono essere trasmesse "in orari di buon ascolto, preferibilmente prima o dopo i principali tg, comunque evitando la coincidenza con altri programmi a contenuto informativo". Le Tribune, della durata massima di 45 minuti e in diretta (salvo diverso accordo tra i partecipanti), sono organizzate con la formula del confronto preferibilmente tra 4 partecipanti, "curando comunque di assicurare un rapporto equilibrato fra i rappresentanti di coalizioni diverse e raccomandando l'attenzione all'equilibrio di genere tra le presenze". La ripartizione dei candidati tra le varie Tribune ha luogo mediante sorteggio. In aggiunta alle Tribune, nei 10 giorni precedenti le elezioni, la Rai predispone un'intervista del rappresentante nazionale delle liste (che può delegare anche altre persone non candidate) di 20 minuti, trasmessa tra le 22 e le 23.30, in ordine crescente in base alla rappresentanza parlamentare nazionale e sempre in diretta. Nelle ultime due settimane, sono previste anche conferenze stampa di 45 minuti sempre dei rappresentanti nazionali di lista, con un massimo tre giornalisti non dipendenti Rai e inseriti in un elenco in rappresentanza delle diverse testate giornalistiche nazionali (in modo sempre da assicurare il pluralismo). Tutto il palinsesto va trasmesso alla Commissione che vigila sull'attuazione della delibera. Cda e Direttore generale dovranno, in caso di violazioni, riferire alla Commissione. Delibera Commissione parlamentare di vigilanza Rai del 22 aprile 2009: elezioni provinciali e comunali. Le trasmissioni sono organizzate e programmate a cura della Testata giornalistica regionale per i rinnovi dei consigli provinciali, dei comuni capoluogo di provincia o con una popolazione superiore a 40mila abitanti (e relativi ballottaggi). Sono dettate specifiche norme per la par condicio, vista la particolarità della consultazione. Rispetto alla delibera riguardante le elezioni europee, non sono previste interviste o conferenze stampa. |