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Digitale terrestre, dal 2011 cambia l'ordine dei canali Stampa E-mail
Vedrà la luce a inizio anno il nuovo piano di numerazione dei canali del digitale terrestre, introdotto dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con delibera 366 del 15 luglio 2010. Finisce così il piccolo Far West del digitale, niente a che vedere con quello delle frequenze di fine anni '90, ma provate a dirlo ai vecchietti che si ritrovano al posto di RaiUno sconosciute reti private o alla grande tv privata relegata al canale 357, dopo televendite di tappeti e sconosciute emittenti di quartiere.

Basta scorrere una lista di canali su qualasiasi decoder per trovarsi di fronte a un groviglio inestricabile di doppioni, canali non più trasmessi e altri di cui non si capisce la natura. Il tutto sulla base del principio "chi prima arriva meglio alloggia". Per venire incontro alle esigenze degli utenti, garantendo il rispetto delle loro abitudini, e delle reti locali, che hanno bisogno di visibilità per continuare a vivere, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha avviato il 16 aprile scorso una consultazione pubblica per arrivare a un nuovo piano di numerazione automatica dei canali, processo poi elevato a rango di legge dall'articolo 5 del decreto Romani di recepimento della direttiva sui servizi audiovisivi. Oltre alle audizioni delle associazioni dei consumatori e delle reti locali, l'Autorità ha anche commissionato un'indagine di mercato, da cui si è rilevato che più della metà degli utenti già ordinano i canali secondo il proprio ranking preferito e che nelle prime posizioni del telecomando inseriscono le emittenti nazionali ex analogiche (Rai, Mediaset e La7).

Lo scorso 15 luglio l'Autorità ha quindi approvato il piano di numerazione, suddividendo i programmi in archi di numerazione di cento canali.

Nel primo, da 1 a 99, non possono essere presenti i canali vietati ai minori; anche in considerazione delle abitudini degli utenti, ai canali generalisti nazionali sono stati riservati i numeri da 1 a 9. Nel primo arco alle emittenti locali sono attribuiti i numeri da 10 a 19 e da 71 a 99. Anche gli altri archi di numerazione riflettono la struttura del primo (e ai canali +1 vengono assegnate negli archi successivi le stesse posizioni che il canale "originario" ha nel primo). Il canale riservato alle singole emittenti locali viene determinato sulla base della media dei punteggi ottenuti nelle ultime tre graduatorie stilate dai Corecom. Per quanto riguarda i canali da 21 a 70, essi sono riservati ai canali nazionali in chiaro suddivisi in generi di programmazione (semigeneralisti, bambini, informazione, cultura, sport, musica, televendite). I sottoblocchi vengono poi determinati dal Ministero sulla base dell'offerta relativa a ciascun genere.

Il quarto e il quinto arco sono riservati alla pay tv; il sesto ai canali in hd, il settimo alle reti locali che non sono rientrate nei primi tre, l'ottavo ai servizi radio.
La numerazione viene attribuita dal Ministero ed è indicata nell'autorizzazione a trasmettere; ha la stessa durata del titolo autorizzatorio e deve essere modificata qualora venga modificata la tipologia editoriale del canale. Nelle aree già digitalizzate, il Ministero pubblicherà il bando per l'attribuzione delle numerazioni entro metà ottobre, indicando la data entro la quale devono pervenire le domande di attribuzione dei canali; entro due mesi dalla scadenza della presentazione il Ministero dovrà pubblicare il piano. Presumibilmente, come detto, per l'inizio del 2011 la nuova numerazione dovrebbe vedere la luce.

 
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