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Inizia finalmente l'iter del regolamento di semplificazione e riordino dei contributi all'editoria. Nei prossimi giorni il Governo lo invierà al Consiglio di Stato, che dovrà esprimere il proprio parere entro 60 giorni, Successivamente verrà trasmesso alle Commissioni parlamentari prima della Camera e poi del Senato, e infine approvato dal Consiglio dei ministri. Quello che è certo, però, è che il testo entrerà in vigore il 1 gennaio 2010, dunque per i contributi dell'anno 2009. Per quest'anno dunque nulla cambia per le aziende editoriali, alle prese con una difficile crisi che i 20 milioni messi in campo dal Governo con il decreto milleproroghe possono solo aver tamponato.
Alla fine di marzo il sottosegretario all'Editoria Bonaiuti è intervenuto alla Commissione cultura della Camera (esattamente il 19 e il 26 marzo), presentando il testo definitivo del regolamento. Punti fermi restano la semplificazione delle procedure, la parametrazione del contributo diretto dello Stato (dunque, tutti i contributi a eccezione dei rimborsi tariffari) sulle vendite effettive e non più sulla diffusione (e dunque sulle tirature), la trasformazione delle cooperative di giornalisti in cooperative editoriali e il conseguente sostegno all'occupazione giornalistica con l'obbligo che esse impieghino almeno 5 giornalisti professionisti. Confermati anche due aspetti di dettaglio: ossia il rimborso alle Poste calcolato come differenza tra la tariffa convenzionata più favorevole per gli editori e la tariffa agevolata; e il controllo del requisito degli spazi pubblicitari su base annua, anziché per singolo numero (di fatto impossibile). Rispetto alla prima versione del regolamento, presentata in via informale alle Commissioni parlamentari lo scorso autunno, la novità più importante è la soppressione del tetto massimo di 4 milioni di contributo complessivamente erogato (tra diretti e indiretti). Il numero massimo delle copie distribuite sulla base delle quali calcolare il contributo variabile è stato portato a 50 milioni, e nel Comitato per il credito agevolato è stato inserito un esperto di editoria elettronica.
Nel corso dell'audizione, Bonaiuti ha anche anticipato che ai contributi diretti del 2007 avranno accesso 67 quotidiani, per una cifra di 159 milioni (che saliranno a oltre 180 con gli arretrati). Inoltre, a breve dovrebbe essere approntato uno studio del Dipartimento dell'informazione e dell'editoria sull'incidenza dei contributi: secondo le prime cifre, accennate dal Sottosegretario, l'editoria protetta, ossia quella sotto le cure dei contributi, rappresenta il 14 per cento delle tirature. Un dato, secondo Bonaiuti, leggermente più alto di quanto sarebbe normale (circa il 10 per cento). Percentuale che scende al 6 per le copie complessivamente vendute e al 5 per i ricavi, ma risale al 18-20 per cento per l'occupazione. Insomma, circa un quinto dei giornalisti dei quotidiani italiani lavorano grazie all'erogazione dei contributi statali. Anche di questo si discuterà nel corso degli stati generali dell'editoria, che il Governo vuole promuovere una volta approvato definitivamente il regolamento. |