|
Il Senato stanzia altri 140 milioni per giornali di partito e cooperative. Nell'esame del collegato alla Finanziaria sullo sviluppo e l'energia, l'Aula di Palazzo Madama ha approvato, con voto pressoché unanime (solo otto astenuti e due contrari) un emendamento bipartisan, presentato dai senatori Vita e Lusi (Pd) e Butti (Pdl) che aumenta di 70 milioni all'anno per i prossimi due anni il fondo destinato alla copertura dei cosiddetti contributi diretti.
Il nuovo art. 32-bis del collegato, inoltre, fissa una volta per tutte il principio dell'entrata in vigore del regolamento di delegificazione attualmente all'esame del Consiglio di Stato (e di cui Medialaw fornisce qui un'anticipazione in esclusiva) dal bilancio di esercizio successivo a quello in corso alla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del regolamento stesso. Dopo il passaggio in Consiglio di Stato, il regolamento sarà portato al parere non vincolante delle Commissioni parlamentari e poi dovrà essere approvato dal Governo. Il tutto dovrebbe concludersi entro la fine del 2009, e dunque il regolamento, almeno per giornali di partito e cooperative, entrerà in vigore il 1 gennaio 2010 (per i contributi, dunque, dell'anno 2009). I contributi diretti del 2008, quindi, saranno ancora calcolati con il sistema precedente. Il principio era contenuto già nell'articolo 33 del testo trasmesso dalla Camera, ma era poi scomparso nella sua trasposizione all'interno del decreto legge milleproroghe, per essere semplicemente inserito nella bozza di regolamento predisposta dal sottosegretario Bonaiuti.
Tra le altre modifiche introdotte al Senato, anche quella all'art. 473 del codice penale, che esclude dalle sanzioni penali previste dalla norma la contraffazione di segni distintivi delle opere dell'ingegno (ora punita solo a norma della legge sul diritto d'autore). L'articolo 15 del disegno di legge introduce nel decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, sulla responsabilità amministratriva delle persone giuridiche, l'art. 25-nonies, che punisce l'ente responsabile di violazioni del diritto d'autore con una sanzione pecuniaria fino a 500 quote e con le sanzioni interdittive previste dal decreto (interdizione dall'esercizio dell'attivita'; sospensione delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell'illecito; divieto di contrattare con la pubblica amministrazione; esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi; divieto di pubblicizzare beni o servizi) fino a un massimo di un anno.
L'articolo 24 del disegno di legge aumenta inoltre di 40 milioni di euro gli stanziamenti per le emittenti televisive locali.
Infine, il Senato ha approvato tra mille polemiche la nuova disciplina della class action, contenuta nell'articolo 140-bis del codice del consumo, stabilendone tuttavia l'irretroattività. Per un approfondimento della nuova azione di classe, segnaliamo questo articolo dell'agenzia Reuters. Il provvedimento torna ora all'esame della Camera, dove il Governo potrebbe blindarlo con il ricorso alla fiducia. |