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Ddl Alfano: inizia l'iter al Senato, proseguono le proteste Stampa E-mail
Inizia questa settimana l'iter del ddl sulle intercettazioni al Senato. Il provvedimento è al terzo punto dell'ordine del giorno della Commissione Giustizia, che si riunirà in tre sedute martedì e mercoledì. In una di queste dovrebbe esserci almeno l'avvio della discussione, con la relazione di Roberto Centaro del Pdl, ex presidente della Commissione Antimafia.

Già la scorsa settimana, Centaro aveva tentato di illustrare la relazione, salvo poi evitare di andare ad un primo scontro con l'opposizione, stizzita per l'improvviso inserimento della questione all'ordine del giorno. Considerando anche la scarsa presenza di senatori nell'aula della Commissione, il tutto è stato rimandato a questa settimana, durante la quale è previsto anche l'Ufficio di presidenza che organizzerà l'iter (compresi tempi della discussione e termini per la presentazione degli emendamenti). La maggioranza vuole comunque fare prestissimo e approvare il testo prima delle ferie. Calendarizzati entro giovedì anche i pareri delle Commissioni Affari Costituzionali ed Esteri, mentre la Commissione Lavori pubblici e la Commissione Ambiente si esprimeranno sul ddl la prima settimana di luglio.

Dal passaggio in Commissione il Governo cercherà di capire se sarà necessario ricorrere alla fiducia anche a Palazzo Madama. L'intenzione del Ministro della Giustizia è comunque quella di mantenere inalterato l'impianto della legge, e questo nonostante proseguano le proteste e le iniziative, anche nel mondo del giornalismo. L'ultima in ordine di tempo, quella del Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, che ha chiesto a tutti gli organismi di categoria di riunire gli stati generali dell'informazione a Roma nei giorni in cui il ddl sarà calendarizzato al Senato, ribadendo l'allarme per "l'inaccettabile ritorno a climi e situazioni che si ritenevano definitivamente superati" e per il pericolo che corrono la libertà d'informazione e i diritti fondamentali dei cittadini. E mentre la Fnsi agita lo spettro dello sciopero (il Consiglio della Stampa italiana si riunirà il 30 giugno "per decidere ulteriori mosse comuni"), il 23 all teatro Ambra Jovinelli andrà in scena "In galera!", uno spettacolo incentrato proprio sul ddl Alfano organizzato dall'Unci. Altra manifestazione ("No bavaglio") è prevista per l'8 luglio, questa vbolta organizzata dal "Fatto", il quotidiano di Marco Travaglio e Antonio Padellaro che uscirà a settembre.

Ma non solo i divieti di pubblicazione e le sanzioni previste per la loro violazione agitano il mondo dell'informazione. L'Istituto per le Politiche dell'Innovazione ha chiesto di essere ascoltato dalla Commissione Giustizia in merito all'obbligo di rettifica per i responsabili dei siti web, senza distinzione tra testate e semplici blog, con il rischio di sanzioni fino a 12500 euro. A questo proposito, sul dito dell'Istituto si può sottoscrivere una petizione.

 
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