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Ddl finalmente in Aula, testo più "morbido" Stampa E-mail
Questa potrebbe finalmente essere la volta buona. A distanza di tre mesi dalla discussione generale e dal no alle pregiudiziali, dopo le elezioni europee torna nell'Aula della Camera il ddl sulle intercettazioni.

In un primo momento, la Conferenza dei capigruppo aveva disposto l'ennesimo rinvio, stabilendo che il provvedimento sarebbe stato discusso nella seconda settimana di giugno, dopo il decreto legge sul terremoto in Abruzzo. Ma l'ultima riunione prima della pausa per le elezioni ha invertito l'ordine dei lavori, e dunque fin dal pomeriggio del 9 giugno inizieranno le votazioni. Governo e maggioranza hanno trovato la quadratura del cerchio, con una serie di emendamenti che dovrebbero scongiurare il ricorso alla fiducia, comunque autorizzata dal Consiglio dei ministri di un mese fa. Non sono escluse modifiche dell'ultim'ora, che però non dovrebbero riguardare i giornalisti. Il termine per gli emendamenti dei deputati (a marzo erano circa 300) scadrà lunedì sera. L'approvazione è prevista per la mattinata di giovedì 11 (o al più tardi di venerdì 12).

Gli emendamenti presentati dalla relatrice Giulia Bongiorno e ai quali il Governo ha dato il suo assenso vengono parzialmente incontro ai giornalisti: e dunque gli atti di indagine preliminare e quelli contenuti nel fascicolo del pm e del difensore tornano a essere pubblicabili per riassunto o con riferimento al loro contenuto. Il divieto totale di pubblicazione resta solo per documenti, atti relativi a intercettazioni e ordinanze di custodia cautelare. Inoltre, si abbassa il minimo della reclusione prevista per chi viola il divieto di pubblicazione: da un anno passa a sei mesi (il massimo resta a tre anni), e questo consente che la pena possa essere tramutata in una sanzione alternativa al carcere. Modifiche che non bastano a placare la protesta dei giornalisti: la Fnsi continua ritenere il ddl "incompatibile con il corretto esercizio del diritto di cronaca", mentre Unci e Associazione stampa romana hanno organizzato per il 9 giugno un corteo in bicicletta che si concluderà alle 12 con un sit-in a Montecitorio.

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