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E sul digitale spuntano altre 5 reti nazionali... Stampa E-mail
Aumenta il numero di frequenze nazionali sul digitale terrestre. Grazie a una nuova tecnica, la SNF (Single Frequency Network) già sperimentata con successo in occasione dello switch-off in Sardegna, infatti, diventano 21 le reti nazionali che possono essere trasmesse in tecnica digitale con copertura pari a circa l'80 per cento del territorio nazionale.

Di queste, per il principio di conversione uno-a-uno, otto vengono assegnate ai concessionari nazionali delle attuali reti analogiche per la conversione (con assegnazione di risorse sufficienti per la trasmissione di programmi in HD e la garanzia di almeno un multiplex per ogni operatore) e altre otto alla conversione in tecnica di singola frequenza delle attuali reti digitali esistenti che oggi utilizzano il sistema meno efficiente della multifrequenza. E' dunque disponibile un dividendo digitale di 5 reti televisive nazionali in multiplex (pacchetti di più frequenze contigue) che saranno assegnate dall'Autorità attraverso "procedure selettive basate su criteri obiettivi, proporzionati, trasparenti e non discriminatori".

Le nuove frequenze sono state individuate dalla delibera 7 aprile 2009, n. 108/09/CONS dell'Agcom, che ha anche stabilito le modalità di svolgimento della gara e ha introdotto "un rigoroso limite al numero di reti ottenibili da parte degli operatori esistenti".

I cinque multiplex messi in gara saranno sudddivisi in due parti: la prima di tre lotti, dalla quale sono esclusi gli operatori che hanno disponibilità di due o più reti nazionali analogiche; la seconda di due lotti aperta a tutti. L'Autorità ha anche stabilito un tetto, che eviti che alla fine della procedura un operatore possa avere più di cinque multiplex. E dunque, Rai e Mediaset potranno acquisire un multiplex; il gruppo La7-Mtv, due multiplex. In questi casi, gli operatori saranno comunque tenuti a cedere il 40 per cento della capacità trasmissiva dei multiplex (nel caso di acquisto di due multiplex, di uno dei due) a terzi fornitori di contenuti non integrati, sotto il controllo dell'Autorità. La procedura verrà avviata con una delibera che l'Autorità adotterà entro la prima metà del 2009. Da sottolineare che la delibera del 7 aprile stabilisce anche, vista la nuova tecnica di trasmissione l'obbligo per gli operatori che gestiscono attualmente delle frequenze digitali di restituirle allo Stato, ottenendone in cambio altre. I decoder dovranno, dunque, essere risintonizzati.

 
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