Attualità

Home
Attualità
Novità normative
Speciali

Leggi e documenti

Editoria
Sistema radiotelevisivo
Giornalismo
Campagne elettorali
Internet
Diritto d'autore

Risorse

Link
Chi siamo
Contatti
Cerca in Medialaw
Al via la procedura di conciliazione Stampa E-mail
E' formalmente iniziata la procedura di conciliazione tra Parlamento europeo e Consiglio sul pacchetto Telecom. Meglio: solo su una sua parte, quella relativa alla disciplina della fornitura di servizi in rete agli utenti finali. Il Consiglio dell'unione europea ha adottato la delibera sulla privacy e i diritti dei consumatori dei servizi telefonici e telematici, mentre, come previsto, ha rigettato il testo approvato a maggio dal Parlamento sulla regolamentazione di reti e servizi.

Testo che contiene la possibilità per i provider di privilegiare determinati servizi e applicazioni a scapito di altri, semplicemente per ragioni tecniche e informandone preventivamente i loro clienti; previsione mitigata dall'emendamento 138, circa la necessità che le limitazioni ai diritti dei consumatori e dei cittadini possano essere imposte solo in base a una decisione dell'autorità giudiziaria. E sarà proprio questo emendamento l'unico punto su cui discuteranno i 54 membri del Comitato: prova ne sia che il Consiglio ha anche approvato il regolamento del Berec, l'organismo consultivo delle autorità nazionali di regolamentazione, istituito dalla nuova direttiva.

La prima riunione formale si terrà il 4 novembre. La procedura dovrà concludersi entro il 30 dicembre: se non dovesse essere raggiunto un accordo, o se l'eventuale accordo non dovesse essere ratificato in terza lettura dai due organi, l'intero iter dovrà essere iniziato da capo a partire da una nuova proposta di legge da parte della Commissione. Sarà un lungo lavoro: il Consiglio ha già fatto circolare una sua proposta informale, che di fatto svilisce la portata dell'emendamento 138. Il capo della delegazione parlamentare, il conservatore spagnolo Vidal-Quadras è stato particolarmente risoluto: "Iniziamo i negoziati in uno spirito di compromesso, ma determinati a difendere i diritti degli utenti. Faremo di tutto per arrivare a una buona soluziomne, ma il Consiglio deve capire che il parlamento difenderà senza esitazioni la libertà dei cittadini che esso rappresenta".

La direttiva adottata dal Consiglio, invece, modifica alcune disposizioni della direttiva sul servizio universale, della direttiva sulla privacy e del regolamento sulla cooperazione tra le autorità nazionali istituite a tutela dei consumatori. Contiene il principio per cui non vi è un divieto (né un obbligo) per i provider di limitare o ridurre l'accesso a servizi e applicazioni da parte degli utenti, a patto che gli utenti siano adeguatamente informati. Ma, se alla fine il Parlamento riuscisse a tenere duro sull'emendamento 138, le limitazioni o restrizioni che influiscono sull'esercizio dei diritti fondamentali della persona (diritto all'informazione, libertà di manifestazione del pensiero, libertà di comunicazione) dovrebbero essere comunque adottate dall'autorità giudiziaria, e non da un'autorità amministrativa o, peggio, da un'impresa privata.
Di per sé, la direttiva contiene disposizioni favorevoli ai consumatori: per un loro esame, si rimanda a questo articolo.

 
© 2012 Medialaw
Sito realizzato con Joomla! un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL. I banner che appaiono su questo sito appartengono a un circuito esterno: il loro contenuto, di qualunque genere esso sia, non corrisponde alla linea editoriale di Medialaw