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Buone notizie dall'Inpgi per i giornalisti pensionati e disoccupati. Per i primi la possibilità di cumulo tra pensione e redditi da lavoro autonomo e dipendente sale a 20mila euro annui (dai precedenti 8900). Per i secondi (e per i loro colleghi in cassa integrazione), l'Istituto ha sospeso il pagamento delle rate di mutuo. Altre novità per i prepensionamenti (con l'eliminazione degli abbattimenti), mentre è entrato a regime il nuovo meccanismo di calcolo per i co.co.co.
Cumulo: l'innalzamento del tetto era stato deciso dall'Inpgi il 13 novembre scorso, con il solo voto contrario degli esponenti della Fieg. Nei giorni scorsi, il Ministero del Lavoro, di concerto con quello dell'Economia, ha approvato la delibera, che armonizza la disciplina per i giornalisti alla legislazione generale (la quale prevede la totale abolizione del tetto a partire dal 1° gennaio 2009). L'approvazione del Ministero del Lavoro ha effetto retroattivo dall'inizio dell'anno: in sostanza, i giornalisti potranno cumulare fino a circa 900 euro netti al mese senza decurtazione sulla pensione. Il cumulo era e resta libero per le donne oltre i 60 anni, per gli uomini oltre i 65 e per chi è andato in pensione di anzianità con almeno 40 anni di contributi. Rate del mutuo: considerata la crisi del settore editoriale e l'aumento dei giornalisti disoccupati o in cassa integrazione, il Consiglio di amministrazione dell'Inpgi, in linea con l'analogo accordo tra Abi e Ministero delle Finanze per le famiglie, ha deliberato che i giornalisti senza lavoro o in CIG possano chiedere la sospensione del pagamento delle rate del mutuo per un periodo di 12 mesi, senza interessi o altre penalità, fino alla reintegrazione nel posto di lavoro o alla sottoscrizione di un contratto. Le rate saranno posticipate al termine del periodo di ammortamento. Co.co.co e prepensionamenti: è scaduto il 16 giugno il termine per effettuare l'iscrizione all'Inpgi dei parasubordinati, regolarizzando il primo semestre di quest'anno senza aggravio di sanzioni e interessi. Secondo i dati diffusi dall'istituto, si sono iscritte 1109 aziende (670 ex novo) e 8700 giornalisti. Resta aperta ovviamente la possibilità di iscrizione per i periodi successivi. Nel nuovo regime, approvato dai Ministeri vigilanti a inizio anno, i contributi vengono versati direttamente dagli editori (non più dai giornalisti), con aumento della loro entità (dal precedente 12 per cento al 18,75 per cento, due terzi a carico dell'azienda, un terzo a carico del giornalista). Possibile anche versare la contribuzione volontaria e riscattare laurea e rapporti di collaborazione coordinata e continuativa precedenti al 1996. E' stata introdotta anche a favore dei parasubordinati l'indennità di degenza ospedialiera e malattia, e aumentata quella di maternità. Infine, i Ministeri hanno anche approvato la delibera che elimina gli abbattimenti dei prepensionamenti. I giornalisti costretti dunque ad andare in pensione per lo stato di crisi delle aziende usciranno con l'assegno pieno; il maggior costo previdenziale sarà sostenuto dal Fondo alimentato dagli editori attraverso il versamento del 30 per cento del costo complessivo di ogni pensionamento. |