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Milleproroghe, il Governo in soccorso di editori, giornalisti e Inpgi |
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Stretto tra le esigenze del bilancio pubblico e la grave crisi economica, il Governo accorre in soccorso dell'editoria. Nel passaggio parlamentare del decreto milleproroghe, l'Esecutivo ha inserito l'art. 41-bis, che ricalca in gran parte l'art. 33 del ddl sull'internazionalizzazione delle imprese collegato alla Finanziaria, ma fermo in Commissione Industria al Senato. Con alcune sostanziose novità.
1) Contributi: dopo la manovra di luglio che ha ridotto le risorse per i giornali di 172 milioni, portandoli ad appena 209 milioni (meno della metà del fabbisogno del settore, fissato dalla, Fieg a 500 milioni), il Governo abbandona l'idea contenuta nel ddl internazionalizzazione di assegnare le provvidenze solo a cooperative e imprese editrici no profit, e sceglie un'altra via per razionalizzare la materia. Nonostante di fatto la distinzione tra contributi diretti (ossia diretti alle cooperative, per i mutui agevolati, per i giornali di partito, eccetera) e indiretti (quelli a pioggia: tariffe agevolate e contributi per la carta su tutti) non esista nella legislazione, ma solo nella prassi, il decreto milleproroghe prevede che le risorse siano assegnate prioritariamente ai primi e non ai secondi. In questo modo il Governo intende favorire, nel riparto delle spese, i piccoli giornali, diminuendo l'incidenza percentuale dei contributi alle grandi società editrici. Per quanto riguarda, invece, il regolamento di delegificazione che, secondo quanto stabilito dalla manovra di luglio dovrebbe riordinare l'intera materia, polemiche ha suscitato la scelta del Governo di non riprendere quanto previsto dal ddl internazionalizzazione, ossia la previsione che gli effetti di quel regolamento decorressero dall'esercizio finanziario successivo a quello della sua entrata in vigore. Bonaiuti assicura che nel regolamento, che dovrà essere comunque sottoposto al parere vincolante delle competenti Commissioni parlamentari, sarà inserita questa previsione.
2) Aiuti alle imprese in crisi e sostegno all'occupazione: il Governo arriva in soccorso dell'Inpgi, che nei prossimi mesi dovrà fronteggiare un aumento delle richieste di cassa integrazione (estesa anche ai giornalisti dei periodici), dei prepensionamenti e delle indennità di disoccupazione. In particolare, vengono stanziati 10 milioni di euro per i prepensionamenti decisi da aziende editrici che abbiano dichiarato lo stato di crisi, il Governo stanzia 10 milioni di euro. Inoltre, si stabilisce che l'Inpgi copra i prepensionamenti di una singola azienda solo fino a 20 milioni, e il resto sia a carico dell'editore stesso
3) Titolarità delle imprese: il decreto modifica la legge 416 del 1981 , consentendo l'intestazione delle quote o delle azioni di società editrici a società fiduciarie, purché controllate da persone fisiche o società direttamente o indirettamente controllate da persone fisiche. A tal fine, le società fiduciarie sono obbligate a comunicare i nomi dei loro controllanti all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni per l'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione.
4) Giornali di partito: il Governo "salva", di fatto, i giornali dei partiti e dei movimenti che, dopo le elezioni del 2008, non hanno più rappresentanza parlamentare. Per fare qualche nome, "Liberazione", "L'Opinione delle libertà", "La Rinascita della sinistra", "Il Campanile". Tutti quotidiani a forte rischio chiusura. Se fino a ieri, per questi giornali e per tutti gli altri che avevano maturato il diritto ai contributi alla data del 31 dicembre 2005, non era necessaria la rappresentanza di un gruppo parlamentare, oggi non è più necessaria la rappresentanza neanche di un deputato o senatore. Salvi, dunque, giornali come "Il Campanile" (organo dell'udeur), "Roma" (organo del Movimento politico-culturale "Mediterraneo"), ma anche la "Voce repubblicana", "Linea", giù giù fino a "Metropoli day" (organo della Lega delle Regioni") e "La Cronaca" di Cremona e Piacenza. Con corollario di polemiche anche violente, che chissà se il futuro regolamento Bonaiuti varrà a placare. |
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