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Autunno caldo per i giornalisti, alle prese con la crisi economica delle loro aziende. Tra prepensionamenti e cassa integrazione, molti posti di lavoro sono a rischio. Le parti in causa (Ministero del Lavoro, Inpgi, Fieg e Fnsi) stanno cercando di non farsi trovare impreparati e hanno messo in campo risorse che però potrebbero non essere sufficienti.
Due provvedimenti dello scorso anno (il decreto legge 29 novembre 2008, n. 185 e il decreto legge 30 dicembre 2008, n. 207) hanno stanziato 20 milioni di euro dal bilancio statale per il pagamento delle pensioni di vecchiaia anticipate richieste dalle aziende che hanno dichiarato lo stato di crisi per i giornalisti con più di 58 anni di età e 18 anni di contributi (ai quali vanno aggiunti altri 5 a carico dell'Inpgi). Questo fondo coprirà i prepensionamenti di 290 giornalisti, numero individuato da un decreto ministeriale del 24 luglio 2009. Il resto dovrebbe essere coperto, secondo il decreto, dai datori di lavoro. In realtà, il 26 marzo Fnsi, Fieg e Inpgi hanno costituito un Fondo di solidarietà con una delibera recentemente approvata dai Ministeri vigilanti. Il fondo è finalizzato a intervenire proprio sui prepensionamenti in aggiunta alle risorse stanziate dallo Stato e viene alimentato con un contributo straordinario a carico degli editori corrispondente al 30 per cento del costo di ciascun prepensionamento (come determinato dall'Inpgi all'atto delle dimissioni del giornalista interessato). Inoltre, il Fondo farà fronte alle esigenze sociali che editori, istituto e giornalisti valuteranno come meritevoli di tutela, quindi anche cassa integrazione, mobilità e contratti di solidarietà. In questo caso, le risorse vengono garantite da un contributo dello 0,60 per cento sulla retribuzione del singolo giornalista: lo 0,50 per cento a carico del datore di lavoro, lo 0,10 a carico del giornalista. Ovviamente, come precisa una recente circolare dell'Inpgi, questo contributo si applica solo a aziende e giornalisti della carta stampata e delle agenzie, che, a differenza di quelle radiofoniche e televisive possono accedere alla cassa integrazione. Da sottolineare, infine, che per gli editori scade il 20 gennaio 2010 il termine per aderire al condono delle irregolarità contributive determinatesi fino al 30 aprile 2009. L'Inpgi ha sottolineato che possono formare oggetto di sanatoria anche le situazioni per le quali siano pendenti controversie in sede amministrativa e giudiziale. Si tratta di uno strumento importante anche per i giornalisti interessati, che potrebbero in definitiva vedere stabilizzata la propria posizione previdenziale con l'accreditamento di importanti periodi di lavoro. |