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Pubblicisti, arrivano i corsi e il miniesame |
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Non basteranno più i famosi "70 articoli in due anni" per l'iscrizione all'elenco dei pubblicisti. Dai prossimi mesi sarà obbligatorio anche seguire un corso di formazione dell'Ordine dei giornalisti e superare un colloquio di valutazione. Lo ha stabilito il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti approvando nella seduta del 17 giugno un documento di indirizzo, corredato da note esplicative, che dovrà essere attuato dai Consigli regionali.
Già prima della conclusione del biennio di collaborazione, dunque, gli aspiranti pubblicisti potranno iscriversi a un corso al termine del quale sarà rilasciato un attestato di frequenza. Successivamente, conclusa l'istruttoria sul materiale presentato, il candidato sarà convocato dal Consiglio regionale per un colloquio incentrato sia sull'attività svolta nei due anni di collaborazione, sia sulle materie del corso. I corsi verteranno sulla storia del giornalismo, sulle norme legislative e deontologiche che lo regolano, sul diritto d'autore e sui rapporti con fonti e uffici stampa. Potranno svolgersi sia in modo "concentrato" (una o due giornate a tempo pieno) sia on line, per coloro che per ragioni di lavoro o distanza non potessero intervenire personalmente. La versione via web dovrà in ogni caso contenere di certificazione della frequenza e di verifica e auto-verifica dell'apprendimento (indicativamente col metodo dei quiz). Come sottolinea il Consiglio nazionale dell'Ordine, la nuova procedura rientra pienamente nei poteri riconosciuti dall'ultimo comma dell'articolo 34 del regolamento della legge professionale, secondo cui "il consiglio regionale può richiedere gli ulteriori elementi che riterrà opportuni in merito all'esercizio dell'attività giornalistica da parte degli interessati". In attesa della riforma della legge del 1969, dunque, l'Ordine avvicina professionisti e pubblicisti anche sotto il profilo dell'accesso alla professione, considerando che ormai da anni anche i pubblicisti possono ricoprire l'incarico di direttore responsabile. E dunque è necessario che anche chi svolge la professione giornalistica non in via esclusiva conosca regole, diritti e doveri. |
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